Un Attimo di Coraggio
A: (Seduto al bar, sorseggiando un caffè) Hai sentito della tragedia al porto? Quell'uomo si è buttato in mare per salvare un bambino che stava annegando. È folle, no?
B: (Si avvicina e si siede) Folle? Non direi. Io penso che sia un atto di eroismo. Ti chiedo, rischieresti la tua vita per salvare un altro?
A: Non lo so... È una domanda difficile. Suppurare un'idea del genere mi fa stare male. Non ho mai dovuto pensarci concretamente. È facile dire di sì a parole, ma nel momento della verità...
B: Capisco. Ma immagina fosse un tuo caro, un tuo figlio? Non avresti dubbi, vero? Avresti dovuto rimanere in contatto con la tua umanità.
A: Forse. Ma il rischio è enorme! Se non sai nuotare bene, finisci per annegare entrambi! Avremmo potuto inventare un piano migliore.
B: Non sempre c'è tempo per pensare. A volte devi agire d'istinto. Penso che l'imperfetto della situazione sia che la gente non si aiuta più come una volta. Sarebbe bello se il futuro semplice ci portasse più umanità.
A: Forse hai ragione. Mi hai fatto pensare. Credo che dipenda dalle circostanze, ma spero che, se mi trovassi in una situazione simile, avrei il coraggio di fare la cosa giusta. Chi è stato salvato dal signore?
B: Un bambino di sei anni. È stato portato in ospedale, ma sta bene, fortunatamente. L'uomo è un eroe. Avrebbe potuto succedere a chiunque di noi! Sia ringraziato che stia bene. Ma tu, sinceramente, cosa faresti? Dimmi la verità!
A: (Sospira) Non lo so ancora. Ma ci penserò. Me lo hai fatto desiderare...